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2 gennaio 2006 - Nasce la Categoria Doppiatori su Wikipedia, l'enciclopedia libera
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angolo ansia sociale
auguri a
comunicazioni
in memoriam
l angolo della tv
la lista della spesa
palabras
recensioni
trailers in weblog
un po di news
varie
visitato *loading* volte
Dall'esperienza di YouTube il mio primo video per Google Video
La sintesi video della lezione sulla storia del doppiaggio tenuta da Gerardo Di Cola al Romics 2007.
Nel corso di questa lezione lo storico del doppiaggio pescarese ha proposto un documentario sui film "Il cantante di Jazz" (con la voce fuori campo di Mario Cordova) e tre lavori di sua realizzazione: un filmato su "Cantando sotto la pioggia" e i documentari "Gli attori italiani e il doppiaggio" e "I registi italiani e il doppiaggio", al quale ha partecipato in qualità di narratore l'attore pescarese Tommaso Di Giorgio.
Continuo, in uno dei miei pochi momenti liberi, questo angolo dedicato al disturbo d'ansia sociale invitando tutti voi a leggere questo esauriente articolo del dott.Raffaele De Sio, psicologo clinico a Salerno, sulla differenza tra timidezza e ansia sociale, una delle questioni più spinose inerenti questo disturbo in quanto causa di diagnosi sbagliate che possono solo peggiorare la situazione di una persona socialfobica invece di risolverla.
In questo articolo, inoltre, il dott.De Sio sottolinea quanto già avevo espresso nel mio post precedente, ovvero i comuni pregiudizi su questo disturbo.
http://www.salernocity.com/medicina/psiche_comportamento.asp

Chi di voi segue su Raidue la versione italiana di X-Factor, il talent show inglese che ha fatto di Leona Lewis una star in Inghilterra e nel mondo, sicuramente avrà visto questa ragazza napoletana, Lucrezia, 23 anni, in arte Luna.
Se avete buona memoria sicuramente ricorderete che questa cantante, bravissima ma poi sparita nel nulla, era arrivata terza al Festival di Sanremo del 2000 con Cronaca, canzone contro la pedofilia scritta da Claudia Mattone, e aveva fatto un bel duetto con Ron in Anima, contenuto nel doppio disco 70-'00 col quale il cantante aveva festeggiato 30 anni di carriera.
Secondo la scheda presente nel blog del programma, di recente Luna ha inciso dei jingle musicali per il Tour Disney 2008.
Ricordate qualcosa? :)
ADDIO A JOHN HEWER ALIAS CAPITAN FINDUS

John Hewer, l'attore inglese che per tanti anni ha interpretato il Capitan Findus in una serie di pubblicità trasmesse in tutto il mondo dal 1967 al 1998, si è spento alcuni giorni fa all'età di 84 anni in una casa di riposo vicino Londra.
Diventato un'icona pubblicitaria grazie al mitico personaggio, nel corso della sua carriera, Hewer ha recitato a teatro in diverse pièece, tra cui The Boyfriend a Broadway con Julie Andrews, ed è apparso in diversi film di genere drammatico e poliziesco, esordendo al cinema nel 1951 con il film L'uomo in nero.
Negli anni '70, parallelamente alla sua attività pubblicitaria, aveva condotto il programma The Pig and the whistle per la tv canadese CTV.
Dopo il 1998 fu sostituito nel ruolo di Capitan Findus da un attore più giovane con la barba incolta, i capelli neri e l'uniforme moderna.

Nelle versioni italiane degli spot che lo hanno reso celebre, Hewer era doppiato dal grande Carlo Bonomi (foto tratta dall'intervista a Bonomi di Federico De Marco presente su www.telereclame.net).
Oreste Rizzini sul palco del Romics 2004, in una delle sue ultime apparizioni pubbliche.
E' un filmato inedito tratto dalle mie riprese di quell'edizione del Romics.
Quello che vi linko qua sotto invece è un articolo sulla sua scomparsa realizzato per Telesimo dove c'è anche un filmato di Cristiana Lionello a Voci nell'Ombra 2006, quando ritirò il premio per la serie "Boomtown", diretta assieme ad Oreste, e disse che era felice di condividere questo premio con lui.
http://www.telesimo.it/news/2008/addio-ad-oreste-rizzini.html

Oreste Rizzini ho avuto il piacere di conoscerlo e di confrontarmi con lui un paio di volte (non tante purtroppo). Vi dico solo che, oltre a essere una delle voci che avevano accompagnato la mia infanzia con i Ghostbusters, era una persona molto solare e deliziosa, di una gentilezza e una disponibilità incredibili.
Mi piace ricordarlo così: solare, delizioso e appassionato.
Grazie, Oreste, mi mancherai
Anche dietro suggerimento di Flavia Brevi del blog Simply Addicted, apro questa nuova sezione del blog per parlare di un problema di cui non si parla spesso ma che è presente nella vita di tutti i giorni, un problema che, causa anche la scarsa informazione, non viene spesso riconosciuto e può creare delle brutte situazioni a chi ne è afflitto, proprio come le ha create a una persona a me cara.
Parlo del disturbo d'ansia sociale, conosciuto anche come fobia sociale o sociofobia.
Il disturbo d'ansia sociale è una forma d'ansia (che inizia nell'infanzia) che provoca, nelle persone che soffrono di questo disturbo, una paura costante di affrontare tutte o solo alcune situazioni sociali, per forte timore di svelare, come c'è scritto su Wikipedia, contenuti criticabili e malgiudicabili, in parole povere di essere giudicati negativamente dagli altri, temendo che gli altri monitorino i loro comportamenti e li vedano come pazzi, stupidi o inutili. Per questo motivo queste persone tendono ad isolarsi, evitando tutte quelle situazioni che potrebbero farli sentire a disagio e, proprio per via delle tattiche di evitamento, ad avere attacchi di panico.
Inoltre chi ne soffre a volte (ma solo a volte) riconosce l'irrazionalità delle sue paure, ma ciò nonostante continua ad averle e spesso può tendere verso altri disturbi come la depressione (con pensieri suicidi) e l'abuso di alcool e droghe. Recenti statistiche dimostrano anche che chi soffre d'ansia sociale è portato a svolgere lavori umili o malpagati e ad avere scarse esperienze sessuali (specie se maschi).
L'ansia sociale è caratterizzata anche da:
- Ansia anticipatoria, ovvero paura dell'evento sociale prima che avvenga (ad esempio paura di trovarsi davanti gente cattiva o che giudica negativamente la persona);
- Ansietà intensa di fronte a gruppi o persone sconosciute;
- Cali di concentrazione e continui ripensamenti alle volte in cui si è fallito ;
- Dare eccessivo peso ai fallimenti e rimuginarci per settimane;
- Timore di non essere in grado di comportarsi in determinate situazioni sociali;
- Frequenti pensieri masochisti o auto-annientativi (suicidio);
- Parlare troppo velocemente, a voce molto bassa o alta o in maniera confusa;
- Tic nervosi;
- Tremori di mani, voce e piedi;
- Palpitazioni e brividi;
- Timore di di balbettare, di parlare troppo piano o troppo forte o di non essere capito;
- Sudorazione eccessiva;
- Arrossimenti.
I sintomi psicologici sopra elencati possono portare chi soffre del disturbo a ritenere tutto ciò che si fa nella vita inutile e persino dannoso, causando, oltre alla depressione, anche l'apatia.
Le situazioni temute possono essere tante, dal parlare in pubblico al parlare con persone di autorità fino al mangiare e bere in pubblico e all'incontrare persone sconosciute.
Le cause dell'ansia sociale possono essere legate a fattori ereditari (un genitore a sua volta socialfobico), ad un'educazione familiare ultra-protettiva o ultra-autoritaria, a traumi di gioventù e a esperienze negative in ambito sociale (amici che si rivelano falsi, incontri con persone maleducate o eccessivamente severe, incontri con persone che trattano male offendendo o prendendo in giro con cattiveria) che un socialfobico non riesce a superare e vive peggio di una persona non socialfobica perchè sente di non avere appoggio da chi di dovere (la famiglia), di non avere un porto dove attraccare quando si presentano queste ed altre difficoltà che incontriamo nella nostra vita.
Questa esperienze negative portano il socialfobico ad avere timore degli altri e spesso a essere diffidente, come può accadere nella forma più grave di ansia sociale: il disturbo evitante della personalità, quando una persona evita ogni situazione sociale. Inoltre, i socialfobici possono avere conferma delle proprie paure sentendo parlare delle esperienze negative degli altri.
L'ansia sociale può curarsi coi farmaci e la terapia cognitivo-comportamentale, anche se non penso posso funzionare su tutti coloro che soffrono di questa patologia.
Mentre in America esistono esaurienti pagine (vedasi la Wikipedia inglese) e un'adeguata divulgazione, in Italia, come dicevo, la situazione non è delle migliori.
E a causa di questo non solo l'ansia sociale viene mal diagnosticata e mal curata da alcuni psicologi, ma molte persone hanno un'idea sbagliata del disturbo, e, esattamente come per altri disturbi psichici, credono che l'individuo debba farcela da solo (cosa nella maggior parte dei casi credo impossibile) e vedono la sua insicurezza e tutto ciò che è legato a questi disturbi come un difetto grave o qualcosa che da fastidio. Questo atteggiamento è sbagliatissimo perchè peggiora la situazione di chi ne è affetto, mentre se si dimostra solidarietà si può dare un grande aiuto e si fa capire a chi ha questi problemi che non è solo e che le persone che gli vogliono bene ci sono.
Nel nostro paese le principali associazioni che si occupano di questo problema sono il Progetto Itaca, che ha realizzato tre anni fa uno spot riproposto lo scorso anno che trovate nel loro sito ufficiale, e soprattutto l'AIDAS (Associaizone Italiana Disturbi dell'Ansia Sociale), che si prefigge di abbattere ignoranza e pregiudizio sull'ansia sociale e i disturbi relazionali e aiutare chi ne soffre attraverso attività di ricerca, divulgazione e aggiornamento professionale e persino la creazione di centri di cura. Entrambe le associazioni possono essere sostenute attraverso un contributo economico.
Sperando di essere stato esauriente (anche perchè è la prima volta che parlo di un argomento sociale) chiudo questo post con una bellissima campagna dell'Ad Council, l'associazione statunitense di comunicazione sociale che ha ispirato la nostra Pubblicità Progresso, dedicata proprio alla solidarietà verso chi è affatto da disturbi mentali; un tipo di campagna che mi piacerebbe tanto vedere realizzata anche in Italia. Io intanto, col prezioso aiuto di Flavia, vedrò di fare la mia parte.
UN PO' DI NEWS
E' on-line, sia su Mtv.com che su YouTube, il trailer ufficiale di The Incredible Hulk, nuova pellicola dedicata al mitico personaggio Marvel creato più di 40 anni fa da Stan Lee e Jack Kirby.
Diretto dal regista di The Transporter e Danny The Dog Luois Letterier, il film non sarà un sequel della pellicola di Ang Lee del 2003 ma un rifacimento delle origini del Golia Verde con Edward Norton (anche sceneggiatore insieme a Zack Penn) nei panni di Bruce Banner, Liv Tyler in quelli di Betty Ross, William Hurt (il Generale Ross) e Tim Roth, reduce dal successo dell'ultimo film di Francis Ford Coppola Un'altra gioventù, nei panni di Emil Blonsky-Abominio.
Nel film, in uscita nelle sale americane il 12 giugno e il 18 in quelle italiane, ci sarà anche un cameo di Robert Downey jr. nei panni di Tony Stark alias Iron Man.
E proprio di Iron Man, in arrivo nelle nostre sale l'1 maggio, è on-line il nuovo trailer.

Questo Festival, uno dei meno visti degli ultimi anni, tutto sommatto non è stato malvagio come è stato detto in questi giorni. Forse c'era qualcosa in meno rispetto agli altri anni, ma non per questo è stato il disastro che gli ascolti e le critiche di questi giorni farebbero pensare.

Nella parte di spettacolo c'è stato Piero Chiambretti, uno dei grandi personaggi della tv degli ultimi anni, che è stato un ottima spalla e, per quanto alcune gag o battute a volte fossero meno riuscite di altre, ha ravvivato l'atmosfera all'Ariston. Una cosa che dispiace, come sottolineava Baudo nella sua polemica, è che la gente sia accorsa a vedere il momento in cui riproponeva la lite Cutugno-Fegiz solo perchè ormai, grazie a una certa Maria De Filippi. ci si emoziona di fronte ad una bella azzuffata e non per riderci sopra. E ci sono stati gli ironici ridoppiaggi di cui parlavo l'altro giorno dove il suo tocco si sente. Sono sicuro che da lassù Locchi, Barbetti e Rinaldi avranno sicuramente riso.
C'è stata Bianca Guaccero che tra le due donne del Festival è stata non solo quella più spigliata ma anche quella che ha dimostrato di avere più talento: nella conduzione, nel ballo e nel canto. Non avevo mai visto questa splendida ragazza all'opera, non guardando rarissimamente le fiction, e sono rimasto piacevolmente colpito.
E c'è stato un Dopofestival magnificamente condotto da Elio e le storie tese e dalla bella e brava Lucilla Agosti di All Music, dove sono riusciti a conciliare lo spettacolo e lo humor tipico degli Elii e le fantastiche imitazioni di Lucia Ocone (una Mina cattivissima coi cantanti in gara e con gli Elii e una Loretta Goggi nevrastenica, ancora incavolata come a Miss Italia e che vuole fare la ggiovane) con la parte prettamente legata al commento al festival e alle sue canzoni, specie nei confronti tra critici e artisti.
Le canzoni non sono state malvagie. Giò Di Tonno e Lola Ponce, i due bravissimi protagonisti del "Notre Dame de Paris" di Cocciante (ospite di questa edizione con il nuovo musical "Romeo e Giulietta"), hanno strameritato la vittoria con "Colpo di fulmine", dove la mano e lo stile molto appassionato della grande Gianna Nannini si sentono eccome. Meno entusiasmanti sono il secondo posto della Tatangelo e il terzo di Moro; lui è sempre bravo e ha portato una canzone molto bella, ma che forse non era da terzo posto, lei e il compagno Gigi D'Alessio hanno portato una canzone sicuramente un po' meglio di altre loro ma comunque non eccelsa, forse un po' migliorata da un sempre bravissimo Michael Bolton nella serata dei duetti. Rimane il fatto che la Tatangelo è un potenziale che va sfruttato meglio, con delle canzoni migliori.
Sempre bravi, ma meno entusiasmanti del solito, sono stati i Tiromancino con "Lo spezzacuori", canzone che ha fatto discutere prima per la tematica e perchè la canzone ha portato alla rottura tra il leader Federico Zampaglione e la sua casa discografica che non voleva che questo brano andasse al Festival, poi per la polemica al Dopofestival con l'amico Frankie Hi Nrg (al secolo Francesco Di Gesù, torinese nato da padre siculo).
E proprio da Frankie Hi Nrg, che si è ripresentato sulla scena dopo tanti anni, venendo contro a una certa diffidenza verso Sanremo nell'ambiente della musica alternativa, viene uno dei brani migliori di questo festival, "Rivoluzione", un testo sull'odierna situazione politico-sociale italiana (pur senza riferimenti troppo diretti) e sulla mancanza di iniziativa da parte di molti di noi di cambiarla. Prima siamo pronti a fare questa rivoluzione, ma poi abbiamo troppa paura di farla per chissà quali motivi. Questo è quello che Frankie Hi Nrg ha espresso chiaramente nella sua canzone, che non a caso inizia con l'introduzione di "Storia di un impiegato" del grande maestro Fabrizio De Andrè. Proprio mostrando l'LP, il rapper ha risposto alla grande alla critica fatta da Emilio Fede, giurato nella serata di ieri.
Altro ottimo brano è stato "Grande sud" di Eugenio Bennato che si conferma un grande della canzone popolare. Sempre bravissimi Cammariere, Tricarico (meritatissimo Premio della Critica a un artista forse non per tutti ma indubbiamente talentuoso ed originale) e Gazzè (splendido il duetto con Paola Turci e Marina Rei nella già ottima "Il solito sesso" nella serata dei duetti), sempre bravi Grignani, Zarrillo, L'Aura, i Finley e Mietta, una bravissima interprete che non sempre canta brani degni della sue capacità vocali ma che quest'anno ha portato una bella canzone scritta per lei dal grande Pasquale Panella ("Baciami adesso"). Mario Venuti, dopo una paio di brani non entusiasmanti portati negli anni passati, non all'altezza della sua bravura, si è risollevato con "A ferro e fuoco" e la riunione con Luca Madonia e Tony Carbone è stato uno dei momenti più belli del Festival, mentre a Meneguzzi avere un onesto mestierante come Gatto Panceri tra gli autori della sua canzone è servito non poco. Il brano non è nulla di trascendentale ed è una canzone sentita ormai tante volte, ma è più dignitosa di altre canzoni che ha fatto in passato. Su Cutugno e Little Tony meglio stendere un velo pietoso.
Tra i giovani la vittoria dei Sonhora è stato uno dei momenti meno brillanti di questi anni: i due ragazzi sono dei bravi musicisti ma la loro canzone eccedeva in sentimentalismo, mentre i Milagro sono riusciti a fare una canzone sì sentimentale ma non mielosa o per ragazzine. Bravi Jacopo Troiani (terzo classificato) e Ariel, ma i migliori in assoluto di quest'anno sono stati sicuramente Valerio Sanzotto che avrebbe meritato di vincere, i Frank Head (meritatamente premiati dalla critica) e Giua. I secondi classficiati, i La Scelta, sono bravi ma la loro canzone era riuscita solo a metà, bella sul piano musicale, meno su quello della parole; potrebbero fare di meglio e speriamo lo facciano.
Calato il sipario sulla manifestazione ci sarà da decidere sul futuro della manifestazione stessa: come sapete quest'anno scade la convenzione tra la Rai e il Comune di Sanremo e la FIMI non ha più voglia di sostenere la manifestazione. Per questo motivo questa potrebbe essere l'ultima edizione del Festival. Io spero tanto di no.

Dopo Michele Gammino un altro grande del doppiaggio sbarca a Sanremo: Rodolfo Bianchi, reduce dallo speakeraggio per l'ultima campagna di Pubblicità Progresso, ha prestato voce a due ridoppiaggi ironici di James Bond (Sean Connery) e "La Stangata" realizzati per presentare, rispettivamente, Andrea Osvart e Bianca Guaccero.
Eccoli.
Specie nel secondo si sente la mano di Chiambretti, che è anche autore dei testi assieme allo stesso Baudo e agli altri autori. E si sente anche che è riuscito a fare quello che nel 2004 Gene Gnocchi non era riuscito a fare quando fece presentare i cantanti in gara da dei ridoppiaggi di interviste ad alcune star di Hollywood. In questi ridoppiaggi alcuni doppiatori (non credo fossero di Roma, probabilmente di Milano) recitavano su Kevin Costner, Demi Moore, Dustin Hoffman e altri delle presentazioni molto scontate e mal scritte, per nulla divertenti.
So che mi lincerete ma questo è il mio punto di vista. ^____-
E ora veniamo ai casi di questi giorni, il pezzo della Bertè e la parole infuocate di Baudo contro la tv, di cui parla Vincenzo Mollica in questo servizio del Tg1 di ieri sera dove il brano della Bertè e quello di Ornella Ventura vengono messi a confronto.
Veniamo alla Bertè.
Il pezzo è esattamente lo stesso di Ornella Ventura, solo con un testo diverso, e questo è stato detto abbondantemente. L'unica cosa che voglio dire è questa, che credo sia la stessa cosa che vorrete tutti voi: io, spettatore e appassionato di musica, voglio capire come sono andate realmente le cose, se è colpa di Radius o della Bertè o di entrambi o se si è trattato davvero di un incidente. Non so proprio a quale delle due versione credere, se alla Bertè o a Radius che ha dichiarato quello che ha dichiarato a Red Ronnie, che ha riportato tutto al Dopofestival (in collegamento telefonico) davanti a un Baudo molto scettico.
Riguardo alla polemica sulla tv, Baudo, l'ho detto più volte e lo ribadisco, non ha mai incontrato il mio gusto personale (anche se non nego che è una personalità importante della tv, che ha fatto Storia), ma è indubbio che sia sempre stato molto onesto nell'intrattenere il pubblico, che non abbia mai cercato, come ha detto lui, di imbarbarire il pubblico, di fargli il lavaggio del cervello. E ha tutto il diritto di fare certe dichiarazioni.
Un'altra cosa però è altrettanto vera: come ha detto Paolo Mosca a "Il giorno speciale di Radio Radio" (la trasmissione condotta dalla grande Claudia Catani e da Francesco Vergovich) dobbiamo essere noi spettatori, noi fruitori a farci sentire, a dire che questa tv non ci piace. Citando sempre Mosca non abbiamo protestato ai tempi del "Grande Fratello", non abbiamo protestato per la brutta impostazione data ad "Amici", facciamoci sentire adesso.
Per oggi è tutto. :) Tornerò nuovamente nei prossimi giorni per fare un bilancio di questo Festival.
A presto